Il Filo Spezzato

Spettacolo di Teatro Sordo LIS

Regia di Dario Pasquarella; con: Dario Pasquarella, Davide Baia e Andrea Alberto.

La nuova produzione di Arte&Mani – Deaf Italy Onlus, “Il Filo Spezzato“, uno spettacolo nato da un’idea originale di Dario Pasquarella, fondatore del Teatro Sordo LIS, vale a dire di una forma di teatro d’inclusione in cui la LIS (Lingua dei Segni Italiana) e l’Italiano vengono trattati alla pari, con un’uguale possibilità d’espressione linguistica ed emozionale.
Arte&Mani – Deaf Italy Onlus è un’Associazione formata da sordi e udenti che lavorano insieme, con impegno, per presentare al pubblico uno spettacolo completamente accessibile, segnato e parlato, basato su una drammaturgia originale. L’obiettivo comune è quello di promuovere e valorizzare la cultura sorda, realizzando al contempo un teatro sperimentale e innovativo, in continua evoluzione.

 

Trama:

In un appartamento qualsiasi, nascosto in una selva di palazzi malconci e anonimi, come tanti ve ne sono a Roma, dei ragazzi, due coinquilini, Dario e Davide, affiancati occasionalmente dal fidanzato di uno dei due, Andrea, che amano il teatro e che di teatro vorrebbero vivere, tentano almeno di sopravvivere: ci sono le bollette da pagare, la spesa da fare, c’è il nuovo spettacolo da scrivere… La storia comincia da qui. Quando Dario, regista e attore sordo, si sveglia, trova Davide, interprete di Lingua dei Segni Italiana oltre che Assistente alla comunicazione e anche lui attore, veramente preoccupato: il mese volge al termine, i soldi sono finiti e se non metteranno in scena un bello spettacolo in fretta non potranno nemmeno fare la spesa… Da dove s’inizia quando si vuole creare un bello spettacolo? Da un oggetto, propone Dario, tirando fuori mille oggetti tra cui un teschio e un pupo siciliano… No, s’inizia da una storia, incalza Davide, magari una storia importante e antica… Ma proprio mentre i due discutono si spegne la luce…eppure la bolletta era già stata pagata! O no? Pian piano, litigando e punzecchiandosi a vicenda, discutendo di storie vere e d’ingiustizie sociali, cercando spunti tra gli oggetti e gli abiti che li circondano, i due riescono a mettere insieme un piccolo spettacolo, e pure una manifestazione di protesta, proprio lì, di fronte al tavolo apparecchiato per la colazione, illuminati dalle luci del portatile di Dario. Attanagliati come sono dalle preoccupazioni e dalle responsabilità di ogni giorno, nella penombra della stanza non si riesce più a distinguere gli uomini dai burattini: entrambi infatti sono legati a fili che li costringono a comportamenti obbligati, che non gli permettono di essere liberi. Se qualcuno tagliasse i fili cosa accadrebbe? I pupi si schianterebbero al suolo privi di vita, senza voce, incapaci di rialzarsi, e gli umani, a pari loro, morirebbero, privi di un ruolo, di uno scopo, oppure, dopo un primo momento di smarrimento, entrambi, burattini e umani, tornerebbero ad alzarsi e a vivere, stavolta liberi? Bisognerebbe provare per saperlo… In fondo si può vivere anche come fiori recisi che continuano a vivere pur senza radici, pur non essendo più legati a nulla. Forse allora vale la pena tentare, vivere poco, ma vivere liberi?

 

Drammaturgia e regia: Dario Pasquarella

Curatrice del testo in italiano e drammaturgia: Maria Sara Mirti

Attori:

Dario (attore sordo): Dario Pasquarella

Davide (attore vocale): Davide Baia

Andrea (attore vocale): Andrea Alberto

Scenografia e costumi: Dario Pasquarella

Luci ed audio: Laura Rubin

Repliche

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